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7 marzo 2010

A sua immagine e somiglianza

"Gesù ha fatto un volo di due metri prima di grattugiarsi la faccia sull'asfalto. Le braccia allargate come in preghiera non gli hanno impedito di spaccarsi la testa, che pure non sanguina, a testimonianza di un inutile, solitario miracolo. La gente del quartiere si sporge dai balconi, dai bassi, fa capolino dalle tende scostate, si fa un'idea della situazione: la vespa rovesciata su un fianco, Gesù a terra, e il presunto guidatore, un ragazzino in lacrime, seduto sul marciapiede. Cerca di capire se deve interessarsene oppure no e decide che sì, ci si potrebbe interessare, anche se in questo caso si tratta di affare da poco: a terra c'è un solo ferito, per di più abituato al martirio".

(G. Marchetta - Napoli ore 11)

E' uscito un libro. Un libro che è composto da cinque racconti, tutti ambientati a Napoli, tutti alle 11 di mattina. Secondo me dovreste proprio comprarlo. E poi leggerlo, dopo averlo comprato. Si intitola "Napoli ore 11" e l'autrice è Giusi Marchetta.

22 febbraio 2010

Denti

Basta che prima ritagli due buchi da cui guardare. Il resto è davvero solo questione di divergenze stilistiche.

20 gennaio 2010

"Anche l'altezza mi mette paura, e il sangue e i terremoti; per il resto non temo nulla, tranne la morte, il pensiero di mettermi a urlare in mezzo alla folla, l'appendicite, e un attacco di cuore, già, anche questo."
( Chiedi alla polvere - J. Fante)

Questo blog non è un albergo. Lo so.

20 agosto 2009

Not alone (yet)

"Lo sai cosa penso?"
"No."
"Penso che tutti, una volta nella vita, dovrebbero poter far vivere un oggetto inanimato e farselo amico."
Urge una pausa di riflessione. Dovrei incoraggiarlo?
"Per esempio?" chiedo impensierito.
"Non so, un'arancia."
Si gratta il mento, come fa tutte le volte che rimugina questo genere di pensieri.
"O un martello."

(D. Eggers - L'opera struggente di un formidabile genio)

29 giugno 2009

Come agnello nel kebab



(Valerio Millefoglie - 14 Gocce di Valium)

17 giugno 2009

Cose e altro

- Come sta Mark?
- Benissimo - Len alzò le spalle.
- Che racconta di sé?
- Ieri sera ha detto che non avrebbe più sputato.
- Sono contento di sentirtelo dire.
- E io sono contento di poterlo dire.
- Cosa avrà da sputare tutto il tempo?
- Beh, gli piace farsi una bella sputata ogni tanto.
- Sì, ma su cosa sputa, o non sputa, in questo momento? - chiese Pete.
- Sul mio Maestro.
- Chi?
- Cristo. Gesù Cristo.

(H. Pinter - I nani)

2 giugno 2009

Magari (magari) ti interessa

"E - vi preghiamo - quello che succede ogni giorno
non trovatelo naturale.
Di nulla sia detto: è naturale
in questo tempo di anarchia e di sangue,
di ordinato disordine, di meditato arbitrio,
di umanità disumanata,
così che nulla valga
come cosa immutabile".

Ecco, io lo trovo molto bello. O forse importante, non bello. Lo ha scritto Brecht, nel 1930, che per lui (e un po' per tutti) era proprio un periodaccio. E mi ha ricordato le streghe del Macbeth quando all'inizio, proprio nelle prime righe, saltellano tra tuoni e lampi declamando "Fair is foul, foul is fair" - con tono possibilmente tra il concitato e il gracchiante -. E tutta quella storia dell'ordine politico che si riflette sull'ordine del creato e che, in sostanza, se rinchiudi dei bambini nella torre di Londra perchè la loro esistenza ti infastidisce, ci sta anche che la civetta canti di giorno (ma questo non c'entra, anzi, c'entra, ma è un altro plot).
Sì insomma, magari ti interessava sapere che sei autorizzato a trovare innaturale anche ciò che sembra essere diventato la regola.
...
...
Rettifico: non è che tu sia proprio autorizzato, però se ci fai un pensierino, possibilmente in silenzio e senza testimoni, non credo possa succederti niente.



(Ah, si intitola "L'eccezione e la regola", l'opera di Brecht)